Antenna del Campo freudiano di Napoli

Segreteria organizzativa

Tel: 320267 2354
E-mail: antennanapoli@istitutofreudiano.it

Brochure Antenna di Napoli a.a. 2020/21

La domanda di ammissione va inviata

PER E-MAIL: antennanapoli@istitutofreudiano.it
ONLINE: www.istitutofreudiano.com

L’iscrizione è GRATUITA e va effettuata entro il 15 gennaio 2021.
Non è prevista, ad eccezione degli allievi dell’Istituto freudiano, l’iscrizione alle singole giornate

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Commissione di coordinamento
ANTONIO DI CIACCIA, Presidente dell’Istituto freudiano
EMILIA CECE, GABRIELE GRISOLIA, ALFONSO LEO, PASQUALE MORMILE, FULVIO SORGE, Coordinatori

Attività

Gli insegnamenti delle sezioni cliniche e delle Antenne del Campo freudiano sono finalizzati alla formazione scientifica di psicoanalisti, psichiatri, psicologi, assistenti sociali, educatori, operatori del campo della salute mentale e di coloro che,  a diverso titolo, desiderino acquisire una formazione nel campo della psicoanalisi. Le attività dell’Antenna di Napoli prevedono un seminario di lettura e commento del testo di Jacques Lacan Il Seminario. Libro XVII. Il rovescio della psicoanalisi (1969-1970) Einaudi, un seminario di discussione di casi clinici, presentato da docenti dell’Istituto freudiano e un Gruppo di studio con l’obiettivo di sviluppare e approfondire tematiche e nozioni relative alla pratica   clinica attraverso l’uso degli strumenti teorici e concettuali propri della psicoanalisi. sono previste Conferenze tematiche e presentazioni di libri.

Tutte le sezioni cliniche sono dirette da Jacques-Alain Miller, direttore del dipartimento di Psicoanalisi dell’Università di Parigi VIII.

Seminario fondamentale

“Il rovescio della psicoanalisi” Seminario XVII – Jacques Lacan

Lacan tenne il seminario dal titolo Il rovescio della psicoanalisi – il diciassettesimo del suo insegnamento – nellanno accademico 1969-1970. La datazione ha la sua importanza storica in quanto coincideva con la violenta contestazione al potere dello stato che gli studenti misero in atto nella primavera del 1968. Lacan espresse loro la propria solidarietà ma li avvertì che in realtà erano solo alla ricerca di un nuovo padrone.

Nel Seminario XVII Lacan inventò appunto i quattro discorsi, i suoi cari animaletti a quattro zampe, come ebbe a chiamarli, ove sviluppò appunto il discorso del padrone, centrato sul potere del significante, oltre che il discorso dellisterica, delluniversità e il discorso analitico ove, oltre che sancire la posizione che occupa dellanalista nella cura, pose , nel posto dellagente, loggetto piccolo a. I quattro discorsi articolano i termini del significante padrone S1, la batteria significante S2, il soggetto barrato  $, e il posto della verità. Il passaggio da un discorso allaltro comporta la rotazione di un quarto di giro. I posti occupati sono sempre i medesimi , secondo la formula :  

La barra indica limpossibilità di un rapporto qualsivogli tra produzione e verità.

Il discorso del padrone contemporaneo barra il soggetto sofferente e, pone come sua rappresentazione il sintomo o la congerie di sintomi di cui soffre, che è soprattutto prodotto dal discorso sociale dominante, e  inscrive nel luogo della produzione e della perdita leconomia di godimento soggettiva.                                      

Vale a dire che la soggettività sintomatica, già alienata dalla catena significante, trova perennemente energia e sostanza nella inesauribile necessità di ingabbiare il godimento, di inseguire, attraverso un supposto sapere, di cui il mondo mass-mediatico abbonda, quel piacere assoluto, incarnato dalloggetto perduto, che lo sostenga nelle sue pratiche di godimento. La perdita di godimento, là dove la matrice del soggetto è cancellata dal significante e con essa quel desiderio soggettivo che produrrà il fantasma, è immediatamente ristorata, occlusa, tappata dalloggetto gadget con mortificazione del desiderio.

Nel discorso delluniversità, così come la conosciamo oggi, al posto di comando c’è il sapere (nello specifico il sapere della scienza), la cui verità è un significante-padrone ovvero, come dice Lacan: Continua. Avanti. Continua a sapere sempre di più”. La verità del discorso delluniversità, quindi, non incarna il desiderio ma piuttosto un imperativo implicito: Continua! Lavora! Produci più sapere!  

Il discorso dellisterica è il ritorno del rimosso, nel senso dellinconscio costituito dai significanti principali. Il soggetto dellinconscio $ incessantemente interroga i significanti fondamentali per scoprire quello che desidera cioè che il padrone, per sua funzione, è castrato : il discorso isterico si fa sintomo attraverso la produzione di un sapere (S2 ).Questo può rendere lanalisi dellisterica interminabile.

Infine nel discorso dellanalista J. Lacan pone come agente o sembiante loggetto piccolo a, causa del desiderio analitico che orienta la cura. In esso il desiderio è desiderio di sapere, che come causa, verità, permette di estrarre dalla divisione del soggetto ($) che è al posto dellAltro, il marchio, il segno (S1) del suo plus di godimento (a), che misconosce nel proprio sintomo, e che occupa come posto nellAltro. Nel discorso dellanalista il sapere sta nel posto della verità, verità mai compiuta che non cessa di dire lindicibile. La parola degli analizzanti non è capace di dare una soluzione al semi-dire della verità, che è strutturale. Occorre dunque che gli analisti si orientino rispetto alla politica del sintomo, in quanto in esso il soggetto ritrovi, nella moterialità della lettera, quel senso nel reale, che punta allessere di godimento.

Testo di riferimento
Il Seminario. Libro XVII. Il rovescio della psicoanalisi (1969-1970) Einaudi

23 gennaio 2021 
Docenti  invitati:  PASQUALE MORMILE e LUCIANA MADAIO

27 febbraio 2021 
Docenti invitati: FULVIO SORGE e GABRIELE GRISOLIA

27 marzo 2021 
Docente invitato: ALFONSO LEO

5 giugno 2021 
Docente invitato: EMILIA CECE

Orario: 9.00 – 14.00

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Gruppi di Studio di introduzione a Freud

Psicologia delle masse e analisi dell’io” (1923) e “Il disagio della civiltà” (1929) furono scritti nell’intervallo tra le due Guerre, durante un periodo di instabilità politica, economica e sociologica.

Freud si interroga in questi due scritti su due questioni: come la psicoanalisi possa aiutare a fare luce sui legami tra l’individuo e la società in cui vive; cos’è che muove il soggetto nelle relazioni sociali, ossia quale causalità possiamo riconoscere, come psicoanalisti, circa il rapporto tra soggettività e collettività.

“Psicologia delle masse e analisi dell’io” è un testo dal grande spessore speculativo, nel quale Freud si interroga su due piani: cosa spinge il soggetto a relazionarsi in un certo modo nei suoi gruppi sociali di appartenenza; come i gruppi costituiti abbiano un’influenza costituente sull’io del soggetto. Freud qui da spazio ad alcuni concetti cardine della psicoanalisi: i meccanismi dell’identificazione, il legame libidico che lega l’io al “capo” e al suo gruppo, la questione dell’ideale dell’io e dell’io ideale, la logica edipica pensata all’interno del rapporto con la massa.

Ne “Il disagio della civiltà” Freud fa intervenire la psicoanalisi per fare luce sul rapporto tra la soggettività e il discorso all’interno del quale essa si costituisce.

Innanzitutto Freud sottolinea che la soddisfazione pulsionale deve fare i conti con la sofferenza che minaccia l’uomo da tre parti: “dal nostro …  destinato a deperire e a disfarsi … dal mondo esterno … dalle nostre relazioni con altri uomini. La sofferenza che tra origine dall’ultima fonte viene da noi avvertita come più dolorosa di ogni altra”. 

Ma la frustrazione che la civiltà impone all’uomo non riguarda soltanto le pulsioni erotiche ma anche quelle distruttive, tenute a freno non solo da mezzi sociali (il giudizio o la punizione) ma anche attraverso l’interiorizzazione dell’istanza proibitiva, che lede il funzionamento del principio di piacere, attraverso il senso di colpa.

Obiettivo delle lezioni sui testi freudiani in questione sarà quello di riflettere su come la psicoanalisi, a partire da Freud, può offrire dei riferimenti logici per articolare un discorso che articoli clinica, politica ed etica.

Testi di riferimento
Freud S., (1923), “Psicologia delle masse e analisi dell’io”, Bollati Boringhieri
Freud S., (1929), “Il disagio della civiltà”, Bollati Boringhieri

22 gennaio 2021
PASQUALE MORMILE e FRANCESCO IMPAGLIAZZO

26 febbraio 2021
PASQUALE MORMILE e FRANCESCO IMPAGLIAZZO

26 marzo 2021
EMILIA CECE e FULVIO SORGE

4 giugno 2021
EMILIA CECE e FULVIO SORGE

Orario: 15.30 – 18.30

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